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IL CAMPIDOGLIO
La leggenda narra che nel 460 a.C., il Campidoglio fu occupato dai quattrocento armati del sabino Appio Erdonio che, con questo colpo di mano, tentò di farsi padrone della città. Essi, residenti sul Quirinale, avevano ottenuto il Campidoglio per il tradimento della romana Tarpea, che avrebbe aperto loro le porte. I Sabini però l'avrebbero comunque uccisa seppellendola sotto i loro scudi. In realtà il nome di Tarpea deve essere più antico della leggenda, ed era la divinità tutelare del Mons Tarpeius, ovvero il Capitolium stesso, e pare che la statua della divinità sorgesse da una catasta di armi, come un trofeo, che ispirò poi la fantasia dei poeti.

Erdonio vi resistette per quattro giorni, fu infine vinto, catturato ed ucciso dai Romani guidati dal console Valerio Publicola. Dopo la guerra contro i Sabini, Campidoglio e Quirinale furono inseriti nella città.
L'antica via di accesso carrozzabile del Campidoglio era il Clivus Capitolinus, continuazione della Via Sacra, che iniziava nei pressi del tempio di Saturno: ne è visibile ancora un tratto notevole dopo il portico degli Dei Consenti; più avanti la strada è franata con gran parte delle pendici meridionali della collina; probabilmente proseguiva in linea retta, girando poi per sboccare davanti al tempio di Giove. Antichissimo era l'auguraculum o recinto augurale, spazio orientato secondo i punti cardinali e consacrato, dal quale si prendevano gli auspici. Nel 216 a.C. vi venne edificato anche un tempio dedicato alla Concordia (diverso da quello del Foro Romano).
Il nome del colle deriva probabilmente dal tempio di Giove Capitolino (Capitolium), o tempio di Giove Ottimo Massimo, o Giove Capitolino, dedicato alla triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva), che anticamente occupava la seconda sommità ed era solo un altare. Il tempio vero e proprio venne iniziato, secondo la tradizione, da Tarquinio Prisco, continuato da Tarquinio il Superbo e terminato solo all'inizio della Repubblica.[3] Vi si svolgeva il sacrificio finale delle cerimonie trionfali, che precedentemente si concludevano al tempio di Giove Feretro, risalente addirittura a Romolo, il cui nome si riferisce forse alla quercia, l'albero sacro che cresceva sul colle e al quale Romolo appese le armi prese in combattimento al re nemico (spolia opima). Inoltre il tempio di Giove inglobava i santuari di Terminus e Iuventas,[4] che, secondo il tradizionalismo religioso romano, si preferì incorporare piuttosto che distruggere. L'edificio subì numerosi restauri e ricostruzioni. Fu proprio durante le opere di scavo delle sue fondazioni che fu ritrovato un teschio umano attribuito dai contemporanei ad Aulo Vipsania (o Vibenna), uno dei comites dell'eroe Mastarna (Servio Tullio, l'altro essendo suo fratello Celio Vipsania); da questo si ipotizza che abbia preso nome l'intero colle: caput Auli da cui capitolium.
IL CAMPIDOGLIO
Si ascende al campidoglio per la grande scalinata detta “Cordonata”, fatta costruire su disegno di Michelangelo, per l’ ingresso trionfale di Carlo V nel 1536 .
La statua di Cola di Rienzo è del Masini. Sorge su un piedistallo fatto di frammenti per mostrare come l’ ultimo dei tribuni volesse ristabilire la Republica, sulle rovine dell’impero.
A capo della scalinata ci sono i gruppi colossali dei Dioscuri, trovati nel ghetto e qui posti nel 1583. Sulla cima della splendida scalinata, la piazza del Campidoglio, disegnata da Michelangelo, per il pontefice Paolo III.
Lì il famoso artista alzò su di un nuovo piedistallo la statua equestre di Marco Aurelio. Il Palazzo Senatorio si trova in fondo alla piazza, fu costruito sulle antiche rovine del Tabulario, nel sec XIII.La scala e la fontana sono opera di Michelangelo. Tre statue adornano la fontana, il Tevere, il Nilo e Roma Trionfante.
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