Numa Pompilio
l’ instauratore degli istituti religiosi, Tullio Ostilio avrebbe
guidato le truppe romane alla conquista di Alba Longa, ricordato come il Re
Guerriero.
Anco Marcio combatte vittoriosamente contro i Latini arrivando fino al
tirreno e fondando Ostia quello che ancora nell’ attualità è il porto
(turistico) di Roma.
Al principio dell’ età regia (che va dal 753 al
509 a.C.) Roma aveva un territorio non superiore ai 100 Km2 che fu in
crescita con le seguenti guerre che li porto ad avere il primato religioso e
stringendo importanti vincoli di diritto al commercio e connubio con le
limitrofi città del Lazio.
La tradizione
romana collega la caduta della monarchia ed il formarsi della repubblica con
la cacciata di Tarquinio il Superbo e ne fissa la data nel 509 a.C.
Roma era dunque governata da due magistrati annui di identico potere, detti
da prima Pretori, poi Consoli.
I nomi dei due Consoli venivano usati anche per dare nome all’ anno ed erano
registrati in un elenco ufficiale i Fasti Consolari.
Il Senato costituiva il consiglio supremo degli uomini più importanti della
città. I membri del Senato erano patrizi ( ossia facenti parte della nobiltà
romana) designati da Consoli.
I Magistrati venivano eletti ai Comizi Curiati, accanto ai quali non
tardarono a riprendere importanza i Comizi Centuriati quando il dovere
militare fu esteso alla plebe.
I questa fase storica ricordiamo le prime importanti guerre che portarono un
accrescimento territoriale dell’ Urbe. La prima con I Latini nel 493 a.C.
dove quest’ ultimi non volevano farsi assorbire nella loro confederazione,
la guerra si concluse con la vittoria dei Romani sull’ lago Regillo presso
Frascati.
La
lotta contro i Sanniti che durò circa cinquant’ anni si estende nel arco di
tempo che va dal 343 al 290 circa a.C.
Si può dividere in tre fasi successive,i le Tre Guerre Sannitiche, le quali
non riguardarono solamente le popolazioni dei Sanniti, ma anche i Latini,
nuovamente ribelli, gli Umbri, gli Etruschi ed i Galli delle regioni delle
pianura Padana. Queste guerre garantirono una vera
supremazia nella penisola e gettarono le basi e la necessaria fiducia nella
Roma antica, per le grandi conquiste.
La grande importanza di questo periodo sicuramente la possiamo concentrare
in due punti.
Sia quello riferito all’organizzazione
dell’ esercito elaborando il reclutamento solamente ai cittadini censiti.
Sia quello relativo alle grandi innovazioni nel campo politico e sociale con
la costituzione dei Tribuni della plebe, che furono la prima partecipazione
delle classi più umili alla gestione del Res Pubblica. Innovazioni in base
alla cittadinanza romana o meno.

LA CONQUISTA DELLA MAGNA
GRECIA E LE GUERRE PUNICHE

I territori del Sud della penisola erano governati da colonie Greche, dove
si dividevano nel mediterraneo la supremazia con i Fenici. La guerra terminò Con la vittoria su Pirro re
dell’Epiro nei pressi bella città di Benevento.
Il quale era andato in soccorso dei Tarantini contro i
Romani. Questa vittoria viene ricordata come una delle più sofferte e con
ingenti perdite da ambedue le parti.
Alla fine di queste
guerre il dominio dei romani era oramai su tutta la penisola, escludendo la
parte nord. Il suo esercito poteva raggiungere le 300.000 unità ed era
dotato di una forte cavalleria.
Le ultime conquiste di dell’ Urbe nel Sud, aprirono nuovi orizzonti tanto
commerciali come politici, superando i confini nazionali per entrare a pieno
diritto nel commercio relativo a tutto il Mediterraneo. Poiché oramai
controllavano i maggiori porti della Penisola anche quelli delle antiche
colonie Greche centri di traffici oramai da anni.
STORIA DI ROMA
I Contrasti economici per la supremazia sfociarono ben presto in guerra con
i Fenici,
Le GUERRE PUNICHE riconosciuti in tutto il Mediterraneo
come espertissimi navigatori ed abili commercianti.
La prima delle guerre inizio nel 264 a.C. e dopo innumerevoli battaglie
vinte e perse dai Romani su tutti i terreni e mari ebbero fine nel 202 a.C.
quando l’ esercito di Annibale, che piuttosto di cedere la Spagna preferì un
ultimo scontro:
Publio Cornelio Scipione detto l’ Africano nella Battaglia di Zama
sconfisse in maniera definitiva i cartaginesi dovendo cedere tutti i
territori fuori dall’ Africa e tutta la flotta marittima a parte 10 triremi
ed una subordinazione ad alcuni leggi romane.
DAI GRACCHI A CESARE
Il dominio romano tra la battaglia di
Zama e la morte di Attalo III nel 133 a.C. si era accresciuto con rapidità
prodigiosa. Chiaramente questa espansione del territorio fu parallela alla
crescita del numero dei cittadini romani. Quelli senza suffragio si vennero
trasformando in cittadini con diritto al voto, i plebei più eminenti
passarono nel cerchio della nobiltà. Inoltre scomparvero le differenze
degli obblighi militari fra classi sociali.Si vennero costituendo
le Province amministrati da un magistrato romano, i quali poteri si
estendevano e si limitavano alla provincia stessa. Lo Stato con i
tributi delle province potè sistemare facilmente le sue finanze, pagò quindi
i i grandi debiti fatti per il finanziamento delle guerre Puniche, ed abolì
ogni tributo per i cittadini romani.

Queste guerre avevano pero aggravato profondamente
contrasti sociali dell’ Urbe, il latifondo si affermava mentre era in
decrescita il numero dei piccoli proprietari terrieri. A questo va aggiunto
il gran numero di schiavi trasportati nel territorio romano dopo le guerre,
che iniziarono a effettuare azioni di brigantaggio per alcuni anni fino a
sfociare i quella che si ricorda come la Prima Guerra Servile, che si ebbe
intorno al 135 a.. in Sicilia.
Dopo varie
battaglie il console Publio Rupilio, mise a morte Cleone ed Euno i due
schiavi che avevano guidato le rivolte ad Enna e ad
Agrigento.
Nel 133 a.C. Tiberio Sempronio Gracco era Tribuno della Plebe e per
arrestare la crescita del latifondo, proclamo una legge per la quale nessuno
potesse avere più di 500 iugeri di terreno demaniale, eccetto il caso in cui
il proprietario avesse uno o più figli. In quest’ ultimo caso avrebbe potuto
possedere 750 o 1.000 iugeri di terreno demaniale.
I terreni recuperati dovevano essere distribuiti ai cittadini poveri, i
quali non potevano passarli di proprietà a terze persone. Della legge di
Tiberio Gracco, chiaramente non poterono approfittarne i Latini e gli
Italici perché non possedendo la cittadinanza romana non potevano avere
proprietà demaniali.
Dopo la morte di Caio Gracco la reazione conservatrice fu molto violenta in
campo politico, però contenuta e moderata al punto di vista sociale. In
questi anni di cambianti sociali e politici a Roma continuava la crescita e
le conquiste, da considerare sopratutto la conquista della Gallia
meridionale. Nel 121 a.C: la Gallia meridionale fu ridotta a Provincia, di
cui fu conservato il nome fino ad i giorni nostri di Provenza. Con questa
nuova provincia i Romani garantirono la circolazione di merci e persone
dalla penisola Italica a quella Iberica.
Roma Allo stesso tempo era minacciata dalle popolazioni Barbare che
provenivano dalle regioni limitrofe al Mar Baltico.
Quando Cesare ricevette la provincia della Gallia Transalpina si
trovò nella condizione di iniziare una guerra importantissima per le sue
conseguenza. Organizzando immediatamente una spedizione al di là delle Alpi
per riportare ai nordici il rispetto per le leggi e costumi romani e
ristabilire l’ordine nelle tribù galliche. Imponendo loro un tributo,
passando alcune di queste sotto il diretto dominio di Roma e rimanendo altre
indipendenti ed unite a Roma mediante trattati di Alleanza.
Cesare assegno terre ai veterani, ma disseminandole in modo da non
spossessare i grandi proprietari terrieri. Inoltre estese la cittadinanza
romana alla Transpadania e alla Sicilia.