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PIAZZA VENEZIA
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PIAZZA VENEZIA
Cuore di Roma e cuore d’Italia, prende il nome dal Palazzo Venezia che nel 1455, Paolo II ancora cardinale, fece erigere. Il più bel palazzo visto nella Roma cristiana, dove collocò opere d’arte insigni. Esemplare tipico di questo primo periodo del Rinascimento, segna il passaggio fra il castello ed il palazzo propriamente detto. IL MONUMENTO A VITTORIO EMANUELE. Innalzato come l’apoteosi dell’indipendenza italiana, fu disegnato da Giuseppe Sacconi. Sorge a pochi passi dal Campidoglio, nel cuore di Roma ed è di pretto sapore neoclassico. Infatti i gruppi allegorici, i trofei e le colonne rappresentano l’ antico gusto romano per la decorazione e lo splendore.
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Ai piedi del colle del Campidoglio, tra Via dei Fori Imperiali e Via del Corso, è considerata il centro del traffico cittadino. Al lato sud della piazza rettangolare si erige l'imponente massa del Vittoriano, il Monumento Nazionale a Vittorio Emmanuele II, eretto agli inizi del Novecento, su progetto di Giuseppe Sacconi, e chiamato scherzosamente dai Romani la Macchina da scrivere. L'intero complesso, dopo la tumulazione della salma del Milite Ignoto, il 4 novembre 1921, viene spesso chiamato, per estensione, Altare della Patria.
Il lato occidentale della piazza è occupato dalla facciata rinascimentale di Palazzo Venezia, che fu per un breve periodo palazzo papale e poi dal 1564 al 1797 fu sede della rappresentanza della Repubblica Serenissima presso lo Stato della Chiesa. Negli anni del Fascismo, dal 1929, divenne sede ufficiale del capo del governo: dal suo balcone si affacciava per i suoi discorsi Benito Mussolini. Oggi ospita un museo
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